Il noleggio piace ma non può essere svenduto

Si fa presto a parlare di sharing economy, con oltre un milione di veicoli a noleggio nel 2018. Ma, a parte i distinguo tra lungo termine (che di sharing non ha proprio nulla) e breve o brevissimo (car sharing) termine, è importante puntare l’attenzione sull’economy, prima che sullo sharing. Nel senso che questi business, prima di essere al passo coi tempi, devono tenere in equilibrio l’equazione fondamentale dell’economia, quella dei conti. Intendiamoci, le aziende del noleggio a lungo e breve termine producono utili per gli azionisti e il 18esimo Rapporto sull’andamento del settore, relativo al 2018 e curato come ogni anno dal Centro Studi Fleet&Mobility, si concentra solo sugli aspetti di mercato, domanda e offerta. Però avverte, in più di un passaggio, che c’è una forte pressione sui margini, tanto che il modello di business costruito troppo sulla leva del prezzo pare aver bisogno di una registrata. Come emerge proprio dai numeri.

Cominciamo dal rent-a-car (RAC). Con 1 miliardo e 229 milioni, il giro d’affari è cresciuto dell’1,8%. Bene. Peccato che i volumi siano cresciuti di più, due volte e mezzo di più, a oltre 36,3 milioni di giorni (+4,7%). Infatti, tutti gli indicatori dei ricavi sono peggiorati: il prezzo per noleggio (-1,4%), il prezzo per giorno (-2,8%) e il fatturato ricavato da ogni veicolo in flotta (-6%). Inoltre, questa ricerca dei volumi attraverso il prezzo si è anche accompagnata a una migliore qualità delle vetture noleggiate, dalle piccole alle utilitarie, che sicuramente avrà pesato sui costi, con ulteriore compressione dei margini. La ricetta prezzo per volumi ha funzionato, salvo nel canale coperto dai broker, che pesa il 40% dei volumi, ma ha diminuito la sua quota di ricavi dal 37 al 35%, confermandosi il tallone d’Achille del settore.

Il noleggio a lungo termine (NLT) ha mostrato nel 2018 dinamiche simili, con una crescita dei volumi spinta dall’aggressività dei canoni, sebbene originate da fattori diversi. Avendo scavallato a fine anno la soglia di 900.000 veicoli a noleggio, la flotta media dell’anno risulta aumentata del 16%, ben più del fatturato (+12% a 5,5 miliardi). Nonostante si sia registrato, anche in questo caso, uno spostamento di mix dalle utilitarie alle vetture medie, il canone medio mensile ha subito una contrazione superiore a 3 punti percentuali.

Ultimo ma certo non meno importante, specialmente per capire la sharing economy, il car sharing. Il servizio si è stabilizzato nel corso del 2018 su una base inferiore di clienti attivi (diminuiti del 20%) che però hanno sviluppato il 27% in più di noleggi. Pure in questo caso, tuttavia, c’è un punto di domanda enorme che riguarda l’equazione costi/ricavi e che chiama in causa il prezzo del servizio (troppo basso) e pone dunque dubbi sulla sua sostenibilità.

Articolo riportato da:
https://www.ilsole24ore.com/art/motori/2019-05-08/il-noleggio-piace-ma-non-puo-essere-svenduto-081501.shtml?uuid=ACnmWC

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Category: NLT: Notizie e Informazioni

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